Trucco semi permanente

Quali sono le  differenze tra trucco permanente e trucco semipermanente? Praticamente non c’è differenza, il trucco permanente ha la sua durata e non dura in eterno, in un certo senso è un sollievo poiché se fosse veramente permanente uno dovrebbe pensare bene a un trucco che duri una vita… La durata del trucco è variabile e dipende dalla profondità delle incisioni e dalla velocità del ricambio delle cellule: solitamente va dai tre ai cinque anni. Un’altra credenza falsa sul trucco permanente è che questo elimini alla donna di truccarsi ogni giorno: il trucco permanente non sostituisce quello giornaliero ma è solo una base molto neutra e che va bene in ogni occasione.

Per trucco permanente si intende il trucco degli occhi, delle labbra e delle sopracciglia; a dispetto del nome, non è permanente come il comune tatuaggio perché vengono sempre utilizzati pigmenti vegetali che possono essere riassorbiti.

Esso nasce in Oriente nell’ambito del teatro cinese. Per il trucco permanente venivano usati polveri minerali mescolate con talco o pigmenti animali come il nero di seppia.
Il trucco permanente può essere utilizzato per varie esigenze lavorative o di immagine, che tutte vanno incontro al desiderio di avere un aspetto curato.
Quando il trucco è davvero permanente non si discosta dal tatuaggio e viene chiamato “tatuaggio cosmetico”.
Esso può ovviare all’assenza dell’areola dopo interventi demolitivi della mammella, mascherare macchie di vitiligine, ricostruire la normale linea delle sopracciglia dopo ustioni o interventi chirurgici o adeguare la linea impoverita da estrazioni del pelo inadeguate e mal concepite o adeguarle alla trasformazione che il viso subisce con il passare del tempo;
Tratteggiare la linea del vermilio distrutta da una cheilite attinica o da una leucoplachia, o ovviare al cedimento naturale che la parte subisce con il passare del tempo, oppure ricostruire la linea fronte temporale nei soggetti calvi; può infine essere usato per coprire angiomi piani del volto.
Esso nel tempo è individuabile con tante descrizioni riconducibili tutte ai suoi impieghi su menzionati.
Esso si individua partendo dal trucco permanente come: dermografia, micropigmentazione, pigmentazione, tricopigmentazione, trucco semi permanente, pigmentazione dell’areola mammaria.
Per concludere questa breve introduzione esso fa parte del costume del nostro tempo e ha cambiato le abitudini e la percezione di sé permettendo a tantissime persone di correggere lineamenti non propriamente belli, di gestire meglio il proprio aspetto e sentirsi sicuri di se. Parleremo dopo di colori e possibilità di riassorbimento e di apparecchiature che consentono le possibilità di attuazione.

In pratica cosa è il trucco semi permanente?  
E’ l’inserimento dei pigmenti. E’ possibile introdurre i pigmenti con tecniche manuali e con apparecchiature elettriche. Nella tecnica manuale e’ necessario che l’operatore sia estremamente competente e abile nel dosare la forza con la quale appoggia l’ago sulla cute. Con la tecnica elettrica il lavoro viene notevolmente  facilitato. Vengono  utilizzati diversi tipi di aghi a 1,3,5, 7,9 punte cortissime, ricurvi o a paletta (a seconda della  zona da trattare e del disegno da eseguire) ovviamente sterili e monouso. Le apparecchiature più sofisticate hanno un serbatoio di colore. Per un lavoro preciso è conveniente che l’operatore disegni prima una traccia da seguire.
Il livello cutaneo di inserimento del pigmento è il derma papillare e non gli strati epidermici, perché altrimenti il pigmento verrebbe rapidamente eliminato dal normale turnover cellulare.
Per labbra e occhi sono utilizzati pigmenti vegetali che vengono rapidamente assorbiti; al contrario per quanto riguarda il trattamento delle areole mammarie, della linea dei capelli o di macchie di vitiligine possono essere usati pigmenti minerali di più lunga durata.
I colori più comunemente usati sono nero, marrone con tutte le variabili del colore dallo scuro fino ad arrivare al blondie, e il rosso con tutte le variabili di tonalità che esso propone per avvicinarsi il più possibile  al colore dell’incarnato. I pigmenti vegetali sono antociani, acido carminico, carotene e altri, quelli minerali sono ossidi di ferro, cromo, cobalto.
Il trucco permanente dura a seconda della tecnica impiegata, dell’ambiente  in cui il soggetto vive  e non ultima della capacità dell’operatore da sei  mesi ad  un massimo di due anni per quanto riguarda  le sopracciglia e l’area labiale; per quanto riguarda la durata della bordatura della rima palpebrale  superiore ed inferiore la durata si differenzia notevolmente dato che  il pigmento usato nella gran parte dei casi e’ il nero (dunque un pigmento costituito da macro particelle che tendono una volta stabilizzate a durevoli e  persistenti anche per  svariati anni.
Per l’eliminazione del trucco permanente si adottano le stesse tecniche che vengono  impiegate x la rimozione del tatuaggio: laser, dermoabrasione, chirurgia introduzione di sostanze depigmentanti.
Le rare complicazioni sono state descritte nella letteratura oftalmologica e sono comunque dovute  a problemi tecnici.
Tutti i pigmenti metallici possono causare complicazioni.
Nella letteratura  citata  sono stati riportati un caso di granuloma da ossido di ferro (Rubianes, Sanches,1993, un caso  di perdita delle ciglia (wilkes,1986) e casi sporadici di cellulite e calalzio cronico.

Evoluzione del trucco
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